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lunedì 28 giugno 2010

Ode alla storia



Nulla al mondo come la storia offre riparo dalla corruzione presente, nient’altro è così rassicurante, così pedagogico.

Non stiamo parlando di una macchina arrugginita, né di una fotografia sbiadita, tantomeno di una scienza sistematica o di fumo teoretico. Abbiamo d’innanzi a noi il bagaglio dell’Uomo. Un bagaglio di cultura, esperienze, errori, ingiustizie, glorie, disfatte, sangue, nascite, tradimenti e sacrifici.

Nata e nutrita dall’Uomo, essa sopravvive per l’Uomo e morirà solo con l’Uomo.

Se, sfogliando un album fotografico della nostra infanzia, ci capita di commuoverci, dobbiamo tanto più emozionarci davanti ai ricordi della nostra vita storica: un arco romano, una cattedrale gotica, la falange di Alessandro, il sacrificio di Leonida, le caravelle di Colombo, un aforisma di Cicerone, un soldato che parte per il fronte.

La storia è la pratica più genuina che i nostri avi ci abbiano consegnato: attraverso essa possiamo sognare, meditare, imparare, rivivere. Dev'essere quindi un dovere per noi studiarla, interiorizzarla e addirittura venerarla.

Poichè per quanto possa essere profonda, ogni altra dottrina tralascia un aspetto umano che è proprio solamente della storia: la conciliazione del singolo uomo, preso nella sua durata di nemmeno cent’anni, con i suoi predecessori, contemporanei e posteri, in un’unica vita che è durata millenni e che oggi, grazie a noi, sopravvive.

Regina tra le virtù, la storia non si limita ai dettagli degli uomini, essa è rivolta alla vita dell’Uomo.

giovedì 24 giugno 2010